2019-DAR es SALAAM

COMUNICATO

Dar es Salaam, Sabato 14 Dicembre 2019

Con una cerimonia cui hanno assistito, con invito personalizzato (vedi all) circa 120 persone, è stato lanciato, dall’Associazione Ruvuma Onlus, il progetto di scannerizzazione per prevenire il cancro al seno ed alla prostata.

Dopo il saluto della Segretaria Generale dell’Associazione Ruvuma TRUST tanzana, ed il discorso introduttivo del sottoscritto, hanno preso la parola nove esponenti di istituzioni pubbliche del territorio e di Associazioni tanzane – cito tra tutte la Presidente di MEWA, Tanzanian Medical Women Association.

E’ seguita la benedizione impartita al Camper dal Parroco cattolico e dal Mufti musulmano, è stato tagliato il nastro e sono iniziate le visite alle 59 persone, 34 uomini e 25 donne, là in attesa sin dalle 8,30.

Il giorno precedente, avevo tenuto una conferenza stampa di circa un’ora, alla quale avevano partecipato 8 quotidiani, una Tv ed una Radio.

In essa, avevo, tra l’altro, messo in luce che questo progetto, oltre ad essere un raro esempio di collaborazione tra un ente privato italiano ed amministrazioni pubbliche ed altri enti tanzani, si propone di sensibilizzare, il valore della prevenzione, finora poco presente nella cultura dei Paesi del Centro Africa.

Rodrigo Rodriquez
Presidente, Associazione Ruvuma ONLUS
Dicembre 2019



Official starting Opening of Cancer Screening programme,
Saturday 14th, 2019

Introduced by Master of Ceremony, the following persons took the floor

Mrs Happy Maria Sephy, , Secretary General of Associazione Ruvuma ONG, Tanzania,

Mr. Rodrigo Rodriquez, Presidente, Associazione Ruvuma ONLUS, Italy

Sr. Ziada Sellah, Regional Coordinator of Health of Mother and Children,
as representative of the Regional Medial Officer, Dar es Salaam

Dr. Mary Charles, President of MEWAYA, Tanzanian Medical Women Association ( Mewata )

Kinondoni Developer Officer

Teneke Distrcit Officer

Sar Kaitanda, representative of Union of NGO Kinondoni District

Dr. Macca Mbalwa, representative of GIYEDO, a Tanzania NGO dealing with children, elderly and social service

Godlive Dodwin, Foundation for LfeLight

Mama Mwakatobe, Tanza Friday 14th, screened 59 persons: positive diagnosis for 2 men and 1 women

Monday 16th, screened 67 persons: positive diagnosis for 3 women and 2 men
nian Cancer Foundation

Lilian Mshangam Kunduchi Development Officer

After the speech, the Catholic Parish Priest and the Muslim Mufti
blessed the Camper


2019-DAR es SALAAM

COMUNICATO

Dar es Salaam, Sabato 14 Dicembre 2019

Con una cerimonia cui hanno assistito, con invito personalizzato (vedi all) circa 120 persone, è stato lanciato, dall’Associazione Ruvuma Onlus, il progetto di scannerizzazione per prevenire il cancro al seno ed alla prostata.

Dopo il saluto della Segretaria Generale dell’Associazione Ruvuma TRUST tanzana, ed il discorso introduttivo del sottoscritto, hanno preso la parola nove esponenti di istituzioni pubbliche del territorio e di Associazioni tanzane – cito tra tutte la Presidente di MEWA, Tanzanian Medical Women Association.

E’ seguita la benedizione impartita al Camper dal Parroco cattolico e dal Mufti musulmano, è stato tagliato il nastro e sono iniziate le visite alle 59 persone, 34 uomini e 25 donne, là in attesa sin dalle 8,30.

Il giorno precedente, avevo tenuto una conferenza stampa di circa un’ora, alla quale avevano partecipato 8 quotidiani, una Tv ed una Radio.

In essa, avevo, tra l’altro, messo in luce che questo progetto, oltre ad essere un raro esempio di collaborazione tra un ente privato italiano ed amministrazioni pubbliche ed altri enti tanzani, si propone di sensibilizzare, il valore della prevenzione, finora poco presente nella cultura dei Paesi del Centro Africa.

Rodrigo Rodriquez
Presidente, Associazione Ruvuma ONLUS
Dicembre 2019

 

Official starting Opening of Cancer Screening programme,
Saturday 14th, 2019

Introduced by Master of Ceremony, the following persons took the floor

Mrs Happy Maria Sephy, , Secretary General of Associazione Ruvuma ONG, Tanzania,

Mr. Rodrigo Rodriquez, Presidente, Associazione Ruvuma ONLUS, Italy

Sr. Ziada Sellah, Regional Coordinator of Health of Mother and Children,
as representative of the Regional Medial Officer, Dar es Salaam

Dr. Mary Charles, President of MEWAYA, Tanzanian Medical Women Association ( Mewata )

Kinondoni Developer Officer

Teneke Distrcit Officer

Sar Kaitanda, representative of Union of NGO Kinondoni District

Dr. Macca Mbalwa, representative of GIYEDO, a Tanzania NGO dealing with children, elderly and social service

Godlive Dodwin, Foundation for LfeLight

Mama Mwakatobe, Tanza Friday 14th, screened 59 persons: positive diagnosis for 2 men and 1 women

Monday 16th, screened 67 persons: positive diagnosis for 3 women and 2 men
nian Cancer Foundation

Lilian Mshangam Kunduchi Development Officer

After the speech, the Catholic Parish Priest and the Muslim Mufti
blessed the Camper

 

2019 – Udienza Svegliamoci Italici

 

Venerdì 6 Dicembre 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato, in udienza riservata, il Presidente della neo costituita Associazione Svegliamoci Italici, Piero Bassetti, il Vice Presidente Umberto Laurenti ed i Consiglieri Stefano Clima, Niccolò d’Aquino, Rodrigo Rodriquez.

 

2019-Udienza Svegliamoci Italici

 

Venerdì 6 Dicembre 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato, in udienza riservata, il Presidente della neo costituita Associazione Svegliamoci Italici, Piero Bassetti, il Vice Presidente Umberto Laurenti ed i Consiglieri Stefano Clima, Niccolò d’Aquino, Rodrigo Rodriquez.

 

1992 Corridor

Traduzione dell’articolo di Rodrigo Rodriquez sulla rivista norvegese Corridor, 1992

Sono lieto di dare il benvenuto alla nuova edizione di Corridor, che attraverso la sua nuova idea e layout manifesta come un’associazione che rappresenti e promuova l’industria del mobile (un’industria nazionale del mobile) in un paese sostiene l’evoluzione del livello professionale dell’intera gamma complessa dei protagonist, i produttori di arredamento,, architetti, designer di interni, acquirenti pubblici, consumatori contract e rivenditori, opinion leader e molto altro ancora.

Vorrei articolare un tale benvenuto in due proposte.

La  prima deriva dalla necessità di rinforzare il legame tra i progettisti e l’industria, che oggi è sottoposto  a forti pressioni. Questo dovrebbe essere fatto introducendo la figura  di “design manager” nell’organizzazione delle aziende di arredamento.

Durante il mio discorso a Oslo, nel novembre 1989, quando ho avuto l’onore di essere invitato da The Norwegian Furniture Manufacturers  Association e dalla Norwegian Association of lnterior Decortrors, dissi che l’ industrial design, e più precisamente il furniture design, è il processo attraverso il quale una nuova idea diventa un prodotto, grazie all’interazione sinergica tra un progettista e un’azienda, dove:

  1. a) il progettista fornisce la sua idea
  2. b) l’azienda fornisce i propri know-how in materia di sviluppo, ingegneria, produzione, comunicazione e vendita.

È importante dire che un produttore di design industriale deve soddisfare le aspettative manifeste o potenziali e le esigenze di un numero considerevole di consumatori.

Così. l’industria ha il potere e, di conseguenza, la responsabilità di rendere tale processo agevole ed  efficace, riservando al designer sufficiente spazio e stimolo per produrre innovazione. In questo modo, i produttori. contribuiscono a far incontrare e anticipare i gusti e le aspettative del consumatore e consentire lo sviluppo dell’ambiente creato dall’uomo.

Sfortunatamente, al momento, le vendite sono difficili. La domanda si sta restringendo e l’industria è spinta a fare una scommessa sicura e a ad assecondare la moda del mercato. Di conseguenza, a non prendere rischi  investendo sull’innovazione.

Come può essere risolto questo dilemma?

Non sono in grado di fornire consigli o prescrizioni, ma posso fornire un piccolo contributo su cui riflettere. Se è vero che uno dei modi migliori per affrontare la concorrenza è quello di sottolineare l’identità dell’azienda, allora è chiaro che quando un’impresa ha costruito il proprio successo su design innovativo, è saggio continuare a rafforzare un punto così forte.

Ma più in generale, deve essere rafforzata l’interazione tra design e industria, razionalizzando questo rapporto e, perché no, introducendo – e mi ripeto – una nuova figura nella struttura organizzativa ogniqualvolta sia fattibile. – mi riferisco al ruolo di “design manager”, come definito da John W. Graham nel lontano 1980 e che ora è diventato il tema di un Master  presso l’Università degli Studi di Milano.

La seconda proposta è di dedicare attenzione e allocare risorse alla ricerca di nuovi materiali e tecnologie di fabbricazione.

Non è un  caso che la UEA (l’Unione europea dei produttori di mobili europei), di cui sono stato Presidente fino alla fine del 1991 (il nuovo presidente è il sig. André Vincent, francese) ha introdotto tale argomento attraverso una mostra al Salon lnternational de l’Architechture  tenutosi a Milano lo scorso settembre.

In quella mostra, con l’obiettivo di stimolare l’evoluzione del “sistema arredo” in Europa, abbiamo illustrato l’importanza dell’innovazione dei mate riali come ingredienti essenziali per la vera innovazione e reale contributo al rinnovamento del linguaggio nel design dei mobili.

Un tale approccio sembra coerente con la filosofia  del design di mobili norvegesi.

Come ha sottolineato il padiglione norvegese alla recente XVIII  Triennale di Milano, una caratteristica essenziale del design norvegese è il modo in cui le cose parlano con la mano, come la mano sente mentre le realizziamo.

Significa che  la meravigliosa continuità tra artigianato e industria, così visibili nel mobile norvegese, suggerisce che solo il legno può essere utilizzato?

 Sarebbe possibile applicare il “sentire con le mani” a  nuovi materiali, generati da tecnologie come plastica avanzata ed ecologica, alluminio, ecc.?

Se alcuni produttori norvegesi di mobili prendessero in considerazione queste due proposte, il settore dell’arredo trarrebbe beneficio e vedrebbe rafforzati i suoi punti di forza.

 In tal modo, verrebbe meglio espressa la diversità esistente nel design   europeo dei mobili e si darebbe  un autentico contributo alla ricchezza e alla vitalità dell’Europa con la sua variegata identità cultura

2019 – Oslo

Traduzione dell’articolo di Rodrigo Rodriquez sulla rivista norvegese Corridor, 1992

Sono lieto di dare il benvenuto alla nuova edizione di Corridor, che attraverso la sua nuova idea e layout manifesta come un’associazione che rappresenti e promuova l’industria del mobile (un’industria nazionale del mobile) in un paese sostiene l’evoluzione del livello professionale dell’intera gamma complessa dei protagonist, i produttori di arredamento,, architetti, designer di interni, acquirenti pubblici, consumatori contract e rivenditori, opinion leader e molto altro ancora.

Vorrei articolare un tale benvenuto in due proposte.

La  prima deriva dalla necessità di rinforzare il legame tra i progettisti e l’industria, che oggi è sottoposto  a forti pressioni. Questo dovrebbe essere fatto introducendo la figura  di “design manager” nell’organizzazione delle aziende di arredamento.

Durante il mio discorso a Oslo, nel novembre 1989, quando ho avuto l’onore di essere invitato da The Norwegian Furniture Manufacturers  Association e dalla Norwegian Association of lnterior Decortrors, dissi che l’ industrial design, e più precisamente il furniture design, è il processo attraverso il quale una nuova idea diventa un prodotto, grazie all’interazione sinergica tra un progettista e un’azienda, dove:

  1. a) il progettista fornisce la sua idea
  2. b) l’azienda fornisce i propri know-how in materia di sviluppo, ingegneria, produzione, comunicazione e vendita.

È importante dire che un produttore di design industriale deve soddisfare le aspettative manifeste o potenziali e le esigenze di un numero considerevole di consumatori.

Così. l’industria ha il potere e, di conseguenza, la responsabilità di rendere tale processo agevole ed  efficace, riservando al designer sufficiente spazio e stimolo per produrre innovazione. In questo modo, i produttori. contribuiscono a far incontrare e anticipare i gusti e le aspettative del consumatore e consentire lo sviluppo dell’ambiente creato dall’uomo.

Sfortunatamente, al momento, le vendite sono difficili. La domanda si sta restringendo e l’industria è spinta a fare una scommessa sicura e a ad assecondare la moda del mercato. Di conseguenza, a non prendere rischi  investendo sull’innovazione.

Come può essere risolto questo dilemma?

Non sono in grado di fornire consigli o prescrizioni, ma posso fornire un piccolo contributo su cui riflettere. Se è vero che uno dei modi migliori per affrontare la concorrenza è quello di sottolineare l’identità dell’azienda, allora è chiaro che quando un’impresa ha costruito il proprio successo su design innovativo, è saggio continuare a rafforzare un punto così forte.

Ma più in generale, deve essere rafforzata l’interazione tra design e industria, razionalizzando questo rapporto e, perché no, introducendo – e mi ripeto – una nuova figura nella struttura organizzativa ogniqualvolta sia fattibile. – mi riferisco al ruolo di “design manager”, come definito da John W. Graham nel lontano 1980 e che ora è diventato il tema di un Master  presso l’Università degli Studi di Milano.

La seconda proposta è di dedicare attenzione e allocare risorse alla ricerca di nuovi materiali e tecnologie di fabbricazione.

Non è un  caso che la UEA (l’Unione europea dei produttori di mobili europei), di cui sono stato Presidente fino alla fine del 1991 (il nuovo presidente è il sig. André Vincent, francese) ha introdotto tale argomento attraverso una mostra al Salon lnternational de l’Architechture  tenutosi a Milano lo scorso settembre.

In quella mostra, con l’obiettivo di stimolare l’evoluzione del “sistema arredo” in Europa, abbiamo illustrato l’importanza dell’innovazione dei mate riali come ingredienti essenziali per la vera innovazione e reale contributo al rinnovamento del linguaggio nel design dei mobili.

Un tale approccio sembra coerente con la filosofia  del design di mobili norvegesi.

Come ha sottolineato il padiglione norvegese alla recente XVIII  Triennale di Milano, una caratteristica essenziale del design norvegese è il modo in cui le cose parlano con la mano, come la mano sente mentre le realizziamo.

Significa che  la meravigliosa continuità tra artigianato e industria, così visibili nel mobile norvegese, suggerisce che solo il legno può essere utilizzato?

 Sarebbe possibile applicare il “sentire con le mani” a  nuovi materiali, generati da tecnologie come plastica avanzata ed ecologica, alluminio, ecc.?

Se alcuni produttori norvegesi di mobili prendessero in considerazione queste due proposte, il settore dell’arredo trarrebbe beneficio e vedrebbe rafforzati i suoi punti di forza.

 In tal modo, verrebbe meglio espressa la diversità esistente nel design   europeo dei mobili e si darebbe  un autentico contributo alla ricchezza e alla vitalità dell’Europa con la sua variegata identità cultura