News 13 Dicembre 2016

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Conferenza “Global competition on Furniture Industry” MOSFED – ​Mobilia Sanayiciler ​Federa​s​​y​on
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IL SETTORE DELL’ARREDAMENTO NELLA COMPETIZIONE GLOBALE – UN CASO DI SUCCESSO: L’ITALIA

Prima di tutto, desidero ringraziare il Presidente Ahmet Guleç per avermi invitato a partecipare e dare il mio contributo a questo importante Convegno. Ho ancora vivido nella mia memoria l’onore che ho avuto nel parlare alla Cena di Gala di MOSFED lo scorso 29 gennaio 2015. Oggi, considerato che non sono un esperto e nemmeno un Docente Universitario come il Professor Kerem Alkin, condividerò con voi alcune delle mie esperienze come imprenditore di interior design.
Affronterò quattro temi:
1. Perché e come è nato il design italiano;
2. Come, secondo la mia opinione, il settore dell’arredamento turco può consolidare ulteriormente il suo trend, già positivo, nelle esportazioni;
3. In quale modo voi produttori di arredamento dovreste approcciare l’insegnamento del Design;
4. Un rapido sguardo all’innovazione nei materiali e nei processi di fabbricazione.

1. Il design italiano è nato perché abbiamo perso la Seconda guerra mondiale. Nel 1944, prima che iniziasse la ricostruzione, l’Italia era una nazione semi distrutta e la popolazione aveva solamente voglia di dimenticare il recente passato. Si sono verificati contemporaneamente tre fattori: a) il desiderio degli italiani per il nuovo; b) la presenza di alcuni brillanti imprenditori che hanno compreso l’esistenza di un potenziale mercato per i nuovi prodotti; c) la presenza di architetti di talento che, non avendo il capitale necessario per costruire edifici, si sono focalizzati sul design degli oggetti. Oltretutto, le numerose invasioni subite nel corso dei secoli, avevano trasformato l’Italia in un Paese multiculturale e multietnico, ed è anche questo il motivo per cui il design italiano “parlava” lingue differenti, un po’, se mi passate l’irriguardoso paragone, come la PIZZA, era accettato ovunque e in ogni mercato.
In Italia, così come in Turchia, non tutti i prodotti di arredamento rappresentano i valori del design, ma, certamente, le aziende orientate al design hanno la responsabilità di costruire un brand nell’arredamento turco rivolto al mercato internazionale, oltre ad agire come testa di ponte.

2. So che le esportazioni dell’arredamento turco aumentano ogni anno, e i 2 miliardi e 400 milioni di dollari del 2015 sono sette volte il valore di mercato del 2006. Una delle strategie per rafforzare questo trend è quella di dare al mercato internazionale prodotti che offrano vantaggi competitivi.
Mi permettete di suggerirvi come creare questi vantaggi basandomi sulla mia esperienza in Italia? E l’esperienza italiana potrebbe esservi utile, perché credo che in Turchia ci sia un’atmosfera analoga a quella di cui abbiamo goduto tanti anni fa nel mio Paese, caratterizzata di energia per sfruttare un robusto potenziale.
Vi parlo ora dei tre vantaggi competitivi:
a) Il primo è il forte supporto che MOSFED vi dà attraverso il vostro importante Istanbul International Furniture Expo, al fine di promuovere missioni di commercianti e di stampa, da quei Paesi che hanno contribuito all’aumento delle esportazioni di cui abbiamo appena parlato. Posso, inoltre, suggerirvi di migliorare l’organizzazione delle missioni all’estero. Viaggiare e conoscere direttamente e personalmente i nuovi mercati è importante, soprattutto per catturare opportunità nel mercato contract.
b) la Pubblica Amministrazione, ovvero il Ministero dell’Industria e del Commercio Estero dovrebbero essere di supporto: voi, e non io, sapete come questo supporto pubblico potrebbe essere implementato.
Vi dico ora come, nel lontano 2000, le esportazioni dell’arredamento italiano hanno ricevuto un forte impulso. Nel mio ruolo di Presidente di FederlegnoArredo, sono riuscito a convincere il Ministro del Commercio Estero – a quel tempo c’era un Ministero speciale, che oggi è diventato parte del Ministero dell’Industria, e la promozione dei prodotti italiani era svolta dall’allora Istituto Nazionale del Commercio Estero – che le istituzione pubbliche dovevano riconoscere alle Associazioni dei produttori dei diversi settori il diritto ed il dovere di definire le politiche e le strategie più adeguate a tale promozione. Il Ministro Piero Fassino accettò i miei suggerimenti, e convocò il Tavolo ABITARE ITALIA, evento in cui FederlegnoArredo ebbe una vera leadership nella gestione di tutti gli eventi promozionali ad esso collegati.
Quindi, quell’anno, durante il New York Furniture Fair, ospitato al Jacob Javits Convention Center, abbiamo messo a disposizione dei visitatori 20 minibus che si fermavano per mezz’ora in ognuno dei 15 showroom dedicati all’arredamento italiano, dove un designer italiano era pronto a spiegare il prodotto là in mostra che egli o ella aveva progettato. Il risultato è stato soddisfacente: le esportazioni negli Stati Uniti sono quasi raddoppiate nel giro di cinque anni.
c) due parole sul network distributivo nel mercato turco: per essere forte nel mercato estero, è necessario essere forti nel proprio Paese, è quindi importante avere un sistema di distribuzione turco aperto al design e basato su imprenditori commerciali in grado di educare il consumatore. Quando ho iniziato a gestire un’azienda come la Cassina, ho ridotto il numero di punti vendita da 800 a 170 rivenditori selezionati : in tre anni avevo raddoppiato il fatturato del mercato italiano.

3. Dovete creare una forte collaborazione con le università di design, per fare in modo che quello che viene insegnato agli studenti sia coerente con le competenze e le motivazioni dei giovani designer, di cui voi produttori avete bisogno per essere di successo nei mercati esteri.

Quando ero Preside dell’ ISIA, acronimo storico di Istituto Superiore Industrie Artistiche di Firenze, ho proposto ai miei docenti “la Filiera del Progetto,” creando una connessione organica tra produttori, i docenti di design e gli studenti, invitando anche alcuni produttori a spiegare a docenti e studenti come essi gestissero il rapporto con i designer della propria azienda per sviluppare un nuovo prodotto.

Posso suggerirvi di chiedere ai professori di aiutare, e perfino stimolare, i designer laureati nelle loro facoltà a fare design turco, ovvero pezzi di arredamento con forme e materiali distillati dalle radici della cultura visiva Ottomana (posso usare questo termine?), e possibilmente con materiali realizzati in Turchia, tutte cose che darebbero visibilità all’identità del brand dell’arredamento turco.

4. so che anche qui in Turchia c’è un aumento dell’attenzione verso l’innovazione dei materiali e dei processi di produzione. Visto che, attualmente, dedico parte del mio tempo a Material Connexion Italia, licenziataria di Material Connexion New York, desidero trasmettervi la crescente importanza che i materiali innovativi hanno nella produzione di beni di consumo durevole, incluso l’arredamento. La missione della mia azienda è di forgiare i legami tra i fornitori di materiali e processi innovativi e gli utilizzatori, sia designer che architetti, offrendo così un accesso permanente a nuovi materiali e nuovi modi di usare i materiali già esistenti, con un’enfasi particolare su quelli sostenibili. Così facendo, contribuiamo agli sforzi che i produttori di arredamento medio-piccoli fanno nel diventare esperti dell’innovazione.

Mentre parliamo di innovazione, non posso fare a meno di citare, senza osare entrarvi, un tema così importante come factory 4.0, la nuova frontiera del progresso industriale, che permetterà alle linee di produzione di parlarsi l’una con l’altra, anche in connessione con gli altri anelli del sistema.

Solo un ultimo commento: noi, cari amici, stiamo entrando nella quarta rivoluzione industriale, o, in altre parole, il domani è oggi.

Rodrigo Rodriquez