Associazione Ruvuma

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ASSOCIAZIONE RUVUMA ONLUS

E L’OSPEDALE S. MARIA NASCENTE A MBWENI, TANZANIA

L’Associazione Ruvuma ONLUS è nata nel 1992, per iniziativa di Rodrigo Rodriquez, presidente, per svolgere attività di solidarietà sociale in Tanzania nei settori della formazione professionale e della sanità.

Per la formazione professionale, l’Associazione fornisce attrezzature per i laboratori e didattiche alla Scuola Professionale St. Gaspar di Mtongani e borse di studio per gli studenti meritevoli e bisognosi.

Per quanto riguarda la sanità, l’Associazione ha realizzato l’ Ospedale Maria Nascente a Mbweni, una struttura sanitaria oggi di alto profilo, grazie alle attrezzature sanitarie di prim’ordine ma soprattutto grazie al lavoro svolto da medici volontari italiani, che, mentre prestano la propria opera, sempre si fanno affiancare dai loro colleghi tanzani, inviati periodicamente in Italia per migliorare la propria qualificazione professionale: e, val la pena di sottolinearlo, con buoni risultati.

L’Ospedale, la cui supervisione sanitaria è affidata al Dottor Giuseppe Travaglini, vice presidente dell’Associazione, si trova a Mbweni, a 35 chilometri a nord di Dar es Saalam, nel distretto di Kinondony, verso Bagamoyo. Dal 10 luglio 2008 è diventato il primo e unico ospedale italiano in Tanzania riconosciuto dall’agenzia del Ministero della Salute come struttura con i requisiti idonei per aderire all’Alleanza degli Ospedali Italiani nel Mondo.

L’organico dell’Ospedale, gestito dalle Suore di S. Gemma Galgani, consiste attualmente in 45 dipendenti tanzani, cattolici e musulmani: medici, tecnici di laboratorio, infermieri, inservienti e personale di pulizia. In un contesto sociale e lavorativo come la Tanzania, dove la disoccupazione è tra i problemi che affliggono il Paese, per tutti loro poter contare su un lavoro, garantisce la sicurezza economica e la possibilità di mandare i propri figli a scuola.

Esso è ormai il punto di riferimento per migliaia di pazienti, di qualunque religione. Alcuni numeri danno l’idea dell’attività svolta negli ultimi dodici mesi: 950 parti fisiologici, 150 tagli cesarei, cui si ricorre sopratutto quando la madre è sieropositiva, 400 interventi ginecologici, 1.200 interventi di chirurgia generale, 250 interventi urologici, 650 ricoveri pediatrici, 350 ricoveri medici, 30.000 visite di cui 10.000 ecografiche, 250 pazienti in terapia antiretrovirale, 120 pazienti in terapia anti TBC, 1.200 pazienti che affluiscono all’antenatal clinic, 3.500 vaccinazioni, 40 interventi di chirurgia plastica su bambini affetti da palatoschisi, effettuati dall’equipe di Smile Train Italia, guidata dal Prof. Andrea Franchella.

L’assistenza al parto e le cure ai neonati sono stati l’attività con cui l’Associazione, prima ancora di diventare ONLUS, ha iniziato la propria attività in Tanzania; oggi quasi 100 donne al mese ( per l’esattezza, 1243 negli ultimi dodici mesi ) vi partoriscono in sicurezza, e il numero tende a crescere, il che ci ha reso necessario costruire una struttura per una seconda sala parto e un piccolo reparto di neonatologia.
Nonostante l’idea di futuro sia estranea alla cultura africana, si cerca di far capire alle donne l’importanza della prevenzione: pur se lentamente, sta crescendo il numero delle donne che si recano in Ospedale per le visite durante la gravidanza, e che accettano di sottoporsi al test per scoprire se siano sieropositive e, dopo il parto, per il controllo del peso dei bambini e le vaccinazioni.

I bambini della scuola: Non lontano dall’ospedale è stato costruito un edificio che ospita la Scuola Materna, anch’essa affidata alle Suore di S. Gemma Galgani; ai circa 90 bambini e bambine che la frequentano è fornito anche il pasto di mezzogiorno, e le divise, secondo la piacevole prassi tanzana.

Nel 2002, l’Associazione ha donato 20 ettari di terreno, contiguo a quello dove insiste l’Ospedale, a padre Fulgenzio Cortesi, un sacerdote passionista che vi ha costruito l’ormai famoso Villaggio della Gioia, che ospita e forma circa 140 bambini orfani o raccolti dalla strada.

Note di colore … la sorveglianza è affidata ad alcuni Masai invece che a guardie armate, un modo per comunicare ai pazienti e agli abitanti del villaggio la fiducia ed il rispetto che l’Associazione Ruvuma ONLUS ha per l’identità di quel Paese.

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