Material Matters VI

Material Matters VI, un’introduzione

Uno degli eventi dell’Anno Italia in Giappone 2001 fu il Salone della Tecnologia
 italiana, che ebbe luogo dal 19 al 24 Maggio al Tokyo Big Sight: ebbi l’onore di visitarlo, a porte chiuse, insieme con Sergio Pininfarina, il grande industriale italiano.

Mentre percorrevamo la mostra iMade, l’innovazione materiale nell’industria dell’arredamento, concepita da Giulio Castelli e da me, curata da Frida Doveil, promossa da Federlegno-Arredo e COSMIT, realizzata da CLAC, egli mi disse “Rodriquez, questa, forse, è la presenza più interessante di questa rassegna” v’erano, tra gli altri, i padiglioni di colossi quali FIAT, Finmeccanica, Pirelli… “essa mostra come l’innovazione tecnologia italiana nasce, nelle piccole e medie imprese, nella fabbrica, attraverso il dialogo, il confronto di opinioni, tra il piccolo imprenditore e i suoi operai più bravi”.

Ne fui gratificato: aveva, autorevolmente, colto nel segno. In realtà, la propensione all’innovazione è caratteristica peculiare delle piccole e medie imprese, e non soltanto in Italia, ed è dovuta alla felice coincidenza di cause diverse: la tradizione a competere, l’immersione in una società e in un ambiente proteso verso la qualità, l’operare ciascuna impresa come un elemento di un ciclo di produzione integrato, con legami a monte e a valle e laterali, e con un alto grado di specializzazione.

Tutto ciò permette alle piccole e medie imprese, soprattutto per quelle che si collegheranno tra loro con il recentemente acquisito modello della rete d’impresa, elevata flessibilità, agevole circolazione di informazioni, ed una creativa applicazione dell’innovazione tecnologica al processo produttivo, con conseguente miglioramento del vantaggio competitivo verso i rispettivi concorrenti.

E sulle PMI si fonda il sistema industriale di alcuni Paesi europei; lo Small Business Act for Europe, emesso nel Giugno 2008, riflette la volontà politica della Commissione di riconoscere alle PMI un ruolo centrale nell’economia dell’UE e per la prima volta definisce, per le PMI, un comune quadro di riferimento tra l’UE e i Paesi Membri.

Ed il ruolo dell’innovazione ? Nella conclusione del documento 2/9/2009, COM2009/442 “Come riconsiderare la politica dell’innovazione della Commissione in un mondo che cambia” è scritto “L’analisi dei progressi conseguiti nei recenti anni mostra che l’UE ha correttamente identificato l’innovazione come uno strumento chiave per costruire un futuro prospero”. Forse oggi si sarebbe più cauti nell’uso di un aggettivo così ottimista, ma certamente senza la spinta verso l’ innovazione il futuro rischierebbe di non essere migliore del presente.

Ed è alle piccole e medie imprese, in cui si articola il sistema industriale di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, che Material Connexion può dare un fondamentale contributo, ponendosi come facilitatore proattivo del contatto tra chi offre materiali e processi innovativi e gli utilizzatori: le aziende ed i progettisti.

Chissà se quando George Beylerian concepì nel 1997 Material Connexion, questo formidabile servizio offerto ai progettisti ed alle imprese negli USA, immaginava che un giorno anche il sistema industriale europeo, in cui prevale l’impresa di piccole dimensioni, si sarebbe giovato di quella intuizione ?

Rodrigo Rodriquez
presidente, Material Connexion Italia srl

(*) Le PMI sono definite dalla Commissione Europea come quelle aventi meno di 250 dipendenti, da ulteriormente suddividere in imprese:

micro con meno di 10 dipendenti
piccole: da 10 a 49 dipendenti
medie: da 50 a 249 dipendenti