Intervista per Matter – Luglio 2012

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Traduzione italiana dell’intervista pubblicata sul numero di Luglio 2012 di MATTER, il mensile di Material ConneXion Ltd, New York

Con nove Licenziatari e materioteche nelle più diverse aree del mondo, una grande quantità e varietà di materiali e progetti innovativi attraversa le porte di Material Connexion. Per questo numero di Matter dedicato allo sport, Michele Caniato, CEO di Material Connexion New York, e Rodrigo Rodriquez, presidente di Material Connexion Italia discutono del ruolo dell’innovazione materiale in Italia ed esplorano l’importanza dei materiali nelle prestazioni atletiche.

MC: Come pensi che l’innovazione materiale possa contribuire alla revitalizzazione dell’economia italiana ?

RR: Alle piccole e medie imprese, nerbo del sistema industriale italiano – circa il 95% delle imprese italiane hanno infatti meno di 50 dipendenti – Material Connexion Italia può dare un robusto contributo, ponendosi come facilitatore proattivo del contatto tra chi offre materiali e processi innovativi e gli utilizzatori, le aziende e i progettisti, e dunque offrendo al mondo del progetto un accesso permanente ai materiali innovativi ed alle nuove soluzioni nell’uso dei materiali esistenti.

MC: Material Connexion Italia ha la sua sede a Milano ed una show-room in Triennale. Recentemente avete aperto due punti di Material Connexion, uno a Udine in collaborazione con CATAS e l’altro a Civitanova in collaborazione con Tecnomarche. Come si sono sviluppate queste collaborazioni, e in che modo offrono un servizio alle aziende dei rispettivi territori ?

RR: Il distretto è stato per decenni uno dei cardini del tessuto industriale italiano, e ne ha reso possibile lo sviluppo e la vocazione all’esportazione. Pur senza aver letto Joseph Schumpeter, che aveva sviluppato la teoria dei “companies cluster”, gli imprenditori delle PMI italiane l’ avevano di fatto attuata, realizzando i distretti: alimentati da una trama di rapporti informali, connotati da una sana volontà a competere, dall’immersione in una società e in un ambiente proteso verso la qualità, dall’operare ciascuna impresa come un elemento di un ciclo di produzione integrato, con legami a monte e a valle e laterali, e con un alto grado di specializzazione.

Oggi i distretti sono progressivamente affiancati dalle Reti d’Impresa, alleanze strategiche transterritoriali e transmerceologiche, che compensano i deficit di competitività causati dalla prevalente piccola e piccolissima dimensione. Recentemente, ed esattamente il 3 Agosto scorso, il Parlamento italiano ha convertito in legge il Decreto Sviluppo, emanato dal Governo il 22 Giugno con il n° 83, che all’art. 43 regolamenta le Reti d’Impresa configurandone il profilo ed il funzionamento nei termini suggeriti dall’AIP, Associazione Italiana Politiche Industriali.

A parte ciò, esistono anche amministrazioni pubbliche che offrono servizi alle imprese del territorio. Le Camera di Commercio di Milano e di Como, la Provincia di Milano, CATAS di Udine e Tecnomarche hanno chiesto l’assistenza di Material Connexion Italia, ed altre istituzioni hanno con noi avviato contatti, per accompagnare le aziende più disponibili e capaci di innovare: la nostra società partecipa, infatti, in Italia, della credibilità, del prestigio, della solida reputazione, grazie al know how unico, che Material ConneXion Inc. si è da tempo conquistata nel mondo, giovandosi altresì, in tutta Italia, del prestigio di FederlegnoArredo, unico, tra i soci che fondarono dieci anni or sono Material Connexion Milano, che abbiamo l’onore di avere nella nostra compagine societaria.

Una nota personale: molti sono i casi in cui i nostri interlocutori, quando presentiamo Material Connexion dicono “Ah, la banca di materiali innovativi fondata da George Beylerian !” George, viaggiando anche in Italia, ha lasciato un buon segno…, di cui noi oggi godiamo.

MC: quali i prossimi passi di Material Connexion Italia ?

RR: Oltre all’apertura di contatti con realtà territoriali diverse, stiamo lavorando su molti fronti, sia ampliando il parco clienti, sia realizzando progetti di largo respiro, che consolidino il nostro posizionamento. Ne cito due. Saremo, per la prima volta, presenti con una materioteca ad hoc, in un ampio spazio in MADE – Milano Architettura Design Edilizia, la grande fiera che si terra’ nel polo fieristico di Milano Rho dal 17 al 20 Ottobre prossimo.
Inoltre, siamo stati richiesti da Expo 2015, il cui tema, come noto, è “Feeding the Planet, Energy for Life”, che inizierà’ il 1” Maggio e terminerà il 31 Ottobre, di redigere un catalogo di materiali sostenibili per la costruzione degli edifici temporaneamente progettati per questa Expo, mega evento importante per Milano e l’Italia. Il catalogo fornirà’ all’industria edile, nonché ai fabbricanti di prodotti per l’interior decoration, un forte esempio di fair balance between sustainability and advanced material.

MC: l’Italia è famosa per moda, cultura, design e molto altro. In quale settore pensi che dovrebbe investire di più in materiali avanzati e innovativi ?

RR: La voglia, anzi il bisogno ed il piacere di innovare, per i motivi sopradetti, permea, anzi nutre tutti i settori del cosiddetto Made in Italy, quello delle quattro A; per riferirmi ad una felice definizione di Marco Fortis: Abbigliamento, Arredamento, Alimentare, Apparecchiature Industriali. Dovendo scegliere, visto che me lo chiedi, direi il fashion, anche grazie ad un’iniziativa della Camera Nazionale della Moda, che ha avviato una riflessione, a più voci – una delle quali è ovviamente Material ConneXion Italia, rappresentata nel Tavolo di Lavoro da Emilio Genovesi – sul tema della sostenibilità.

MC: Con le Olimpiadi alle porte, molte aziende che operano nel settore dello sport hanno sviluppato e lanciato nuovi prodotti che esaltano le prestazioni degli atleti. Dove pensi che vi sia innovazione legata ai materiali, nello sport professionistico ?

RR: Non sono un esperto di discipline sportive. Ma è chiaro che l’industria dello sport sia costantemente alla ricerca di nuovi modi per migliorare le attrezzature degli atleti. Gli sviluppi in campo tecnologico rappresentano ovviamente una forza trainante in questo settore ed in una dimensione tecnologica i materiali sono da considerarsi frontiera dell’innovazione. I prodotti per le attività agonistiche devono essere oggi altamente performanti. In particolare, c’è grande interesse nei materiali leggeri e nei risultati che questi possono dare, sia migliorando le prestazioni degli atleti, sia rispondendo alle esigenze sempre più severe dei requisiti di sicurezza dei diversi sport.
L’ingegneria degli articoli sportivi altamente competitivi e tecnicamente avanzati – abbigliamento, scarpe, dotazioni, accessori, equipaggiamento – comincia inoltre a toccare anche i temi della sostenibilità ambientale. Le prestazioni sportive ed ambientali trovano oggi un primo punto di incontro proprio grazie alla ricerca ed all’innovazione dei materiali.

MC: Quali sport rispetto ad altri pensi possano trarre maggiori vantaggi dalla scelta di materiali migliori ?

RR: Tutti gli sport, così come tutti i settori possono beneficiare di materiali innovativi. Concentrandoci in ambito sportivo, è possibile individuare due aree principali, una relativa alle attrezzature sportive, inclusi i veicoli (automobili, motociclette, ecc.) e l’altra concernente il corpo, in termini di pròtesi e disabilità.
Per quanto riguarda le attrezzature, la scelta di un materiale ad alto valore aggiunto e di una tecnologia adeguata possono creare prodotti in grado di incrementare le prestazione di un atleta in modo esponenziale, così come hanno dimostrato i ben noti casi dei costumi LZR Racer della Speedo. Si tratta di un costume in materiale idrorepellente e resistente al cloro, trattato con nanotecnologia, che rende il tessuto più leggero e a forte azione di “compressione” muscolare, per ridurre al minimo l’oscillazione in acqua, nonché l’assenza di cuciture, grazie ad un processo di termosaldatura con ultrasuoni, il che rende il corpo del nuotatore maggiormente idrodinamico. Stesso caso è il recente abito unico Turbo-Speedo di Nike, che consente presa di velocitò grazie al design high-tech ispirato alla superficie delle palline da golf, che riduce notevolmente l’attrito aereodinamico.
Sono solo alcuni esempi in cui l’innovazione materica ha avuto un tale impatto sulle prestazioni degli atleti che si incomincia a parlare di “tecnologia dopante”.
D’altra parte, le soluzioni con materiali high-tech, come i compositi ad alta prestazione, consentono lo sviluppo di protesi sportive che danno la possibilità ad atleti con disabilità di raggiungere performance del tutto paragonabili a quelle di atleti normodotati. Questi impressionanti risultati permettono ai para-atleti di liberare completamente il loro potenziale atletico, ma anche di superare le disabilità fisiche nella vita quotidiana.
Tutto ciò trae origine e passa, ancora una volta, dalla ricerca e dall’innovazione nel campo dei materiali.

MC: un’ultima domanda: qual è il tuo materiale preferito ?

RR: Mi domandi quale sia il mio materiale preferito in generale ? Se è così, la mia risposta è “la carta”.
Ricordo ancora l’emozione sottile che mi pervase, alcune decadi or sono, in un piccolo negozio vicino a Piazza di Spagna, a Roma, la mia città natale, che offriva un’ampia gamma di carte fatte a mano.
Iniziai a toccarle con leggerezza e ad odorarle, poi domandai al proprietario di mostrarmi la più preziosa.
Egli aprì uno degli sportelli della cassettiera, ne trasse una scatola con la scritta “carta per lettere d’amore” e scelse alcuni fogli di carta Fabriano.
 Ne comprai alcuni: ero entrato in quella piccola, preziosa bottega proprio per trovare della carta su cui scrivere ad Adele, la mia fidanzata d’allora, oggi mia moglie.