Riflessioni per ragionare sulla strategia della Federlegno-Arredo in Cina

Alcune notizie di contesto
16 settembre 2000

Non è necessario spendere parole circa quanto sia importante e potenzialmente cospicuo il mercato cinese, e l’attenzione crescente che, anche in vista dell’imminente adesione al WTO, altri Paesi europei gli dedicano.

Solo per coincidenza di data, il 14 Settembre, mentre noi eravamo in Fiera, cito le solenni e promozionali celebrazioni del 50° anniversario dell’apertura delle relazioni diplomatiche tra la Confederazione Elvetica e la Repubblica Popolare Cinese, in presenza del Presidente svizzero accompagnato da un’ampia delegazione di quel Paese.

La prossima settimana arriverà Romano Prodi con una delegazione dell’ UE (negli stessi giorni verrà anche Jacques Chirac) a firmare un accordo politico-commerciale a consolidare le relazioni italo-cinesi.

Tra le iniziative di altri Pesi europei val la pena di citare:

La Germania ha acquistato circa 30.000 mq a Pudong, tra l’aereoporto e Shanghai – non lontano dal piccolo Palazzo Lombardia – per la realizzazione di un German Centre consistente in un Parco Tecnologico e zone residenziali.

La Spagna realizzerà nei prossimi tre anni, in Novembre, tre manifestazioni collettive, localizzate nell’International Faiground, di cui ha locato circa 60.000 mq: nel 2000, Expohabitat, nel 2001, Expotecnica, nel 2002, Expofood.

Avremo tra breve, com’è noto, due missioni italiane, del Mincomes e di Confindustria, anche in connessione con il 30° anniversario dell’apertura delle relazioni diplomatiche tra la nostra Repubblica e la Cina. Auguriamoci che ne scaturiscano passi in avanti per i rapporti politico-commerciali.

All’Italia e al made in Italy i cinesi guardano infatti con simpatia e con interesse: il campionato italiano di calcio è seguito quasi come in Italia, anche grazie a due bravi giornalisti televisivi che commentano le nostre partite; la stagione lirica di Shanghai si inaugurerà tra qualche giorno con un’Aida da 2500 comparse, in scena nel grande stadio.

Dal 15 al 20 Ottobre l’ICE di Shanghai presenta una collettiva italiana di 41 aziende di abbigliamento prevalentemente maschile, includenti tutte le griffe che contano, in collaborazione con la Camera della Moda, e una mostra fotografica sulle strade della Moda italiana: via della Spiga, via Montenapoleone, via Condotti, ecc., con una piccola sezione dedicata ai tessuti per arredamento.

Le prospettive per l’arredamento

Utile è la lettura della ricerca “Distribuzione del Mobile in Cina”, ICE Guangzhou ( Canton ), Giugno 2000, da cui traggo alcune notizie.

Il mercato potenziale ha dimensioni cospicue: è ragionevole valutarlo, oggi, in 37 milioni di persone con potere di acquisto alto, e 250 milioni con potere di acquisto medio.

La produzione cinese nel 1999 è stata di 12,5 miliardi di US$, con un incremento del 20 % rispetto al 1998, l’esportazione è stata di 3,5 miliardi di US$, con un incremento del 23% rispetto al 1998; durante la conferenza stampa di Martedì 12, la CNFA ha annunciato, per il primo semestre 2000, un incremento delle esportazioni del 50% rispetto al primo semestre 1999.

Il saldo tra export ed import Italia-Cina è fortemente passivo a nostro svantaggio: esporteremo a fine 2000 (stima) circa 14 miliardi di US$ rispetto ad un import (stima) di 30 miliardi di US $

L’edilizia tira: dal 1998 ad oggi sono stati costruiti circa 680 milioni di mq, di cui l’80% residenziali, il 20% per uffici ed altri spazi pubblici.

Le barriere all’ingresso sono alte:

    • l’industria cinese è in sviluppo, offrendo prodotti per la fascia media e media bassa assai competitivi, con prezzi decrescenti: dal 1995 al 1999 i prezzi sono scesi di circa il 50%!

 

    • la distribuzione è complessa e frammentata: soltanto se si ha la forza di investire in punti di vendita diretti (IKEA, in termini diversi Natuzzi) si può pensare di attaccare le fasce medie e medio-basse, parzialmente aiutati dalla riduzione degli oneri di importazione che si produrrà all’ingresso della Cina nel WTO: dal 48,74, al lordo dell’IVA del 17% al 28,7%, sempre al lordo dell’Iva;

 

    • vi sono tuttavia alcuni esempi di iniziative produttive di aziende italiane, o da sole o in Joint venture, il cui successo val la pena di considerare con attenzione; così come, per converso, è utile esaminare le ragioni per cui alcune non hanno avuto buon esito.

 

La disattenzione, o la sfiducia, di molti associati, sia di assArredo che di assoLuce deve stimolare Federlegno-Arredo a condurre un’azione paziente e ficcante: dalla Cina il nostro sistema non può rimanere lontano.

Tra le linee guida principali di tale azione cito:

    1. informazione esauriente, usando esperti e illustrando i bench-marks;

 

    1. promozione del made in Italy dell’arredo e del disegno industriale in generale, collegandosi con le iniziative di altri enti e promuovendo un solido coordinamento che garantisca la continuità degli effetti (non ho trovato alcun eco della missione Comune di Milano, Regione Lombardia, Politecnico, ADI della scorsa primavera): sull’argomento, ho avuto un’utile conversazione telefonica con Romeo Orlandi, ICE Pechino;

 

    1. supporti informativi, promozionali e logistici alle aziende interessate alla Cina, tentando di limitare l’azione dell’ICE a analisi e ricerche ed al finanziamento delle operazioni.