UEA, Union Européenne de l’Ameublement

Accedendo al sito www.ueanet.com si può saper tutto di questa unione tra le associazioni dei fabbricanti di mobili in Europa.

A me preme sottolineare che, grazie ad una serie di circostanze fortunate gli anni della mia presidenza, 1986 – 1991, hanno permesso a questa, tra le molte associazioni di settori industriali, di dire qualcosa di nuovo.

Nella prefazione del libro “UEA 1986-1991”, vedi link sotto indicato, l’allora Direttore Generale Mercato Interno ed Affari Industriali, Riccardo Perissich, scrive:

“L’UEA costituisce uno degli esempi più visibili della vivacità operativa delle organizzazioni associative europee. Personalmente, mi ha colpito in modo particolare la lucidità e la determinazione dell’UEA nel posizionare il settore dell’arredamento nel nuovo scenario di un mercato comunitario aperto e concorrenziale, accentuandone i punti forti, promuovendo la formazione professionale e promuovendo, per quanto possibile, l’espansione della domanda.”

Dall’autorevole biblioteca di Design Library mi segnalano questa dedica scritta nell’Agosto 1992 con la quale accompagnavo il libro  “UEA 1986-1991″ consegnato  a Giulio Castelli,.
Torno indietro con la memoria a quando l’ho redatta, e ricordo le due ragioni che avevano guidato la mia penna.
Certamente la stima e l’affetto per il destinatario, col quale ero in profonda sintonia.
Ma anche l’invito, non esplicito, a che Assarredo, nella persona di lui o di un Consigliere fornito di delega, partecipasse attivamente al Consiglio Generale ed alle attività dell’UEA. Paradossalmente, infatti, il settore italiano del mobile viveva la sua adesione in modo quasi defilato.
In realtà, non per la dedica, ma a seguito di un successivo scambio di idee, due imprenditori si coinvolsero più attivamente, prima Silvio Fortuna di ARC Linea e poi Luigi Cavalli, della IPE di Bologna.

Dopo esserne stato presidente, il Consiglio Generale dell’UEA mi ha proposto, ed io ho accettato, di presiedere la Commissione Sociale, ruolo che ho da allora mantenuto sino ad oggi, la cui unica attività è stata sinora di realizzare progetti nell’ambito del Dialogo Sociale con l’ EFBWW, il sindacato europeo competente per l’industria del mobile.

Qui allegati, l’elenco dei progetti sinora svolti ed un’intervista che li commenta, nonché il racconto di come l’UNIFA, l’associazione dei produttori francese, ha interpretato il progetto WAVE.

 

1986, Milano, inizio di presidenza UEA, la stretta di mano con il predecessore Herr Thome

1986, Milano, inizio di presidenza UEA, la stretta di mano con il predecessore Herr Thome

1986, Milano, inizio di presidenza UEA… e anche con il Segretario Generale Emmanuel Ronse

1986, Milano, inizio di presidenza UEA… e anche con il Segretario Generale Emmanuel Ronse

1986, Milano, inizio di presidenza UEA….brindisi collettivo

1986, Milano, inizio di presidenza UEA….brindisi collettivo

1992, Bruxelles: con Bernard Posner

1992, Bruxelles: con Bernard Posner, uno dei due giuristi consulenti alla Commissione della CEE (alla cui presidenza era stato nominato Rodriquez in quanto Presidente UEA) per la Direttiva 98-71-CE per la protezione del Design e dei Modelli; l’altro era Vincenzo Scordamaglia

2001 Colonia, Mobelmesse

2001 Colonia, Mobelmesse, cena di apertura: con il Ministro dell’Economia della Repubblica Tedesca prima del suo discorso durissimo verso i mobilieri ( tedeschi) che delocalizzavano, soprattutto in Polonia

2001, 25 Ottobre: Albergo Principe di Savoia, Seminario sul Design Business Forum

2001, 25 Ottobre: Albergo Principe di Savoia, Seminario sul Design Business Forum

2001, 25 Ottobre Cena di Gala con i Reali di Norvegia, Harald V e Regina Sonja

2001, 25 Ottobre Cena di Gala con i Reali di Norvegia, Harald V e Regina Sonja

2004 – con Jurgen Engels, presidente UEA

2004 – con Jurgen Engels, presidente UEA

2005 con Helmut Lubke, presidente VDM

2005 con Helmut Lubke, presidente VDM

A Milano nasce l’Accademia per formare i manager delle Fiere

Venerdì 5 dicembre 2003

La Fondazione Fiera Milano ha costituito l’Accademia di management fieristico per contribuire a elevare il livello di professionalità di coloro che operano nel settore e di offrirla a chi in quel settore voglia inserirsi: non dimentichiamo che il nuovo sistema espositivo milanese composto da nuovo polo esterno e polo urbano attiverà oltre 43 mila posti di lavoro stabili all’anno solo a livello regionale.
Vengono infatti messe a disposizione le competenze e le capacità formative costruite in questi primi 80 anni di vita del sistema fieristico milanese. In realtà da oltre 12 anni Fiera Milano ha sviluppato percorsi formativi innovativi rivolti agli operatori e agli utenti del settore. Questi percorsi formativi sono stati resi organici con la costituzione dell’Accademia.

Nel 2004 è previsto, oltre ai Corsi di formazione progettati per le figure professionali consolidate Mexem, il primo Master in management delle Fiere e degli eventi che nel quadro dell’Accordo di collaborazione con l’Università Bocconi vedrà dal 19 gennaio impegnati per oltre sei mesi 25 giovani laureati selezionati tra oltre 100 candidati.

Grazie a questo progetto, Accademia si appresta a realizzare il proprio lavoro futuro attraverso un approccio rigoroso e aderente ai reali fabbisogni di formazione, fortemente innervato nella realtà su cui si vuole incidere.

Il progetto si svilupperà quindi attraverso un percorso integrato articolato in tre fasi con il contributo di qualificati esperti. Accademia è capocommessa di questo progetto, cui ha chiamato a partecipare istituzioni ed enti che con ruoli diversi, esprimono il tessuto forte del territorio e del sistema industriale; primi fra tutti, l’Università Bocconi. Confindustria Lombardia. Federlegno-Arredo.

Rodrigo Rodriquez
Vice Presidente Vicario di Fondazione Fiera Milano
Presidente del Comitato Scientifico di Accademia

per il Sole 24 Ore

Accademia di Management Fieristico

Documento di base per presentazione alla stampa
3 Dicembre 2003

Con Accademia di Management Fieristico, Fondazione Fiera Milano intende contribuire a elevare il livello di professionalità di coloro che operano nel settore fieristico, e di offrirla a chi in quel settore voglia inserirsi e lavorare.

I leader hanno interesse a trasferire al loro mercato, e anche ai potenziali concorrenti, parte del proprio know how: infatti, rafforzare il settore in cui operano li aiuta a crescere, a condizione che sappiano mantenere la propria leadership.

Attraverso Accademia, Fondazione Fiera Milano, Capogruppo del sistema fieristico milanese, mette a disposizione del sistema fieristico italiano e, progressivamente, internazionale, il complesso di competenze e di capacità formative costruite negli 80 anni – sì, la nostra Fiera ha 80 anni, ma non li dimostra – condiviso con gli organizzatori di fiere, con gli espositori, con gli allestitori, e con tutti gli operatori che attorno al nostro sistema hanno ruotato nel tempo.

In realtà, da oltre 12 anni Fiera Milano, ben prima che assumesse l’attuale configurazione, ha sviluppato percorsi formativi innovativi rivolti agli operatori ed agli utenti del settore, e, dal 1999, specifici programmi di formazione dedicati alla creazione di nuove figure professionali ed alla riqualificazione di quelle esistenti.

Questi percorsi formativi sono stati resi organici con la costituzione dell’Accademia, che, tra l’altro, ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2000.

Nel 2004 sono previsti, oltre ai corsi di formazione progettati per le figure professionali consolidate, MEXEM, il primo Master in Management delle Fiere e degli Eventi, che, nel quadro dell’Accordo di collaborazione con l’Università Bocconi, vedrà, dal 19 Gennaio, impegnati per oltre sei mesi 25 giovani laureati selezionati tra oltre 100 candidati.

Il proposito di far crescere il sistema formativo fieristico lombardo come polo d’eccellenza ha avuto recentemente un riconoscimento dalla Regione Lombardia che ha assegnato ad Accademia il Progetto, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, “I nuovi scenari del Sistema Fieristico Lombardo: l’impatto sul Sistema delle Professioni e della Formazione”.

Grazie a questo progetto, Accademia si appresta a realizzare il proprio lavoro futuro attraverso un approccio rigoroso e aderente ai reali fabbisogni di formazione, fortemente innervato nella realtà su cui si vuole incidere.

Il Progetto si svilupperà quindi attraverso un percorso integrato, articolato in tre fasi, con il contributo di qualificati esperti: (I) analisi del nuovo scenario del sistema fieristico, realizzata dall’Istituto di Ricerche Il Poliedro; (II) analisi delle competenze necessarie, da cui emergeranno i reali fabbisogni formativi del sistema fieristico; (III) costruzione e sperimentazione di modelli e prototipi di percorsi formativi indirizzati alle competenze emerse dalle analisi di cui a (I): le fasi (II) e (III) in corso di realizzazione a cura di Mete Srl.

Accademia è capo-commessa di questo Progetto, cui ha chiamato a partecipare istituzioni ed enti che, con ruoli diversi, esprimono il tessuto forte del territorio e del sistema industriale: prima fra tutto, l’Università Commerciale “L. Bocconi”, Confindustria-Federlombardia, Federlegno-Arredo,
Con un pizzico di legittima arroganza, ci sembra che questo sia un esempio – non l’unico, ma rilevante per la qualità e la quantità degli addetti della filiera– di come debba operare, oggi, chi è impegnato nel delicato mestiere di formare, di migliorare cioè, nel mercato del lavoro, il livello di coerenza fra domanda e offerta.

Ovviamente, Accademia è al servizio di tutte le Società che fan capo alla holding Fondazione Fiera Milano e degli stakeholders (coloro che hanno interesse all’attività dell’azienda Fiera e a cui l’azienda Fiera è interessata), iniziando da Fiera Milano Spa; con la quale, oltre a fornire, su richiesta, corsi di formazione per il personale, si sta instaurando una crescente collaborazione alle attività internazionali di Spa. consistente nell’erogazione di prestazioni formative di supporto agli accordi che la Spa sta stipulando con enti fieristici stranieri.

Così come stanno nascendo delle occasioni di lavoro comune con alcuni enti organizzatori di fiere che sono già attivi nelle formazione del proprio personale e dei loro clienti, gli espositori. E evidente una gran voglia di contribuire alla cultura dello scambio, anzi allo scambio di cultura, come ama dire il Presidente Luigi Roth.

Rodrigo Rodriquez
Vice Presidente Vicario di Fondazione Fiera Milano
Presidente del Comitato Scientifico di Accademia

Riflessioni per ragionare sulla strategia della Federlegno-Arredo in Cina

Alcune notizie di contesto
16 settembre 2000

Non è necessario spendere parole circa quanto sia importante e potenzialmente cospicuo il mercato cinese, e l’attenzione crescente che, anche in vista dell’imminente adesione al WTO, altri Paesi europei gli dedicano.

Solo per coincidenza di data, il 14 Settembre, mentre noi eravamo in Fiera, cito le solenni e promozionali celebrazioni del 50° anniversario dell’apertura delle relazioni diplomatiche tra la Confederazione Elvetica e la Repubblica Popolare Cinese, in presenza del Presidente svizzero accompagnato da un’ampia delegazione di quel Paese.

La prossima settimana arriverà Romano Prodi con una delegazione dell’ UE (negli stessi giorni verrà anche Jacques Chirac) a firmare un accordo politico-commerciale a consolidare le relazioni italo-cinesi.

Tra le iniziative di altri Pesi europei val la pena di citare:

La Germania ha acquistato circa 30.000 mq a Pudong, tra l’aereoporto e Shanghai – non lontano dal piccolo Palazzo Lombardia – per la realizzazione di un German Centre consistente in un Parco Tecnologico e zone residenziali.

La Spagna realizzerà nei prossimi tre anni, in Novembre, tre manifestazioni collettive, localizzate nell’International Faiground, di cui ha locato circa 60.000 mq: nel 2000, Expohabitat, nel 2001, Expotecnica, nel 2002, Expofood.

Avremo tra breve, com’è noto, due missioni italiane, del Mincomes e di Confindustria, anche in connessione con il 30° anniversario dell’apertura delle relazioni diplomatiche tra la nostra Repubblica e la Cina. Auguriamoci che ne scaturiscano passi in avanti per i rapporti politico-commerciali.

All’Italia e al made in Italy i cinesi guardano infatti con simpatia e con interesse: il campionato italiano di calcio è seguito quasi come in Italia, anche grazie a due bravi giornalisti televisivi che commentano le nostre partite; la stagione lirica di Shanghai si inaugurerà tra qualche giorno con un’Aida da 2500 comparse, in scena nel grande stadio.

Dal 15 al 20 Ottobre l’ICE di Shanghai presenta una collettiva italiana di 41 aziende di abbigliamento prevalentemente maschile, includenti tutte le griffe che contano, in collaborazione con la Camera della Moda, e una mostra fotografica sulle strade della Moda italiana: via della Spiga, via Montenapoleone, via Condotti, ecc., con una piccola sezione dedicata ai tessuti per arredamento.

Le prospettive per l’arredamento

Utile è la lettura della ricerca “Distribuzione del Mobile in Cina”, ICE Guangzhou ( Canton ), Giugno 2000, da cui traggo alcune notizie.

Il mercato potenziale ha dimensioni cospicue: è ragionevole valutarlo, oggi, in 37 milioni di persone con potere di acquisto alto, e 250 milioni con potere di acquisto medio.

La produzione cinese nel 1999 è stata di 12,5 miliardi di US$, con un incremento del 20 % rispetto al 1998, l’esportazione è stata di 3,5 miliardi di US$, con un incremento del 23% rispetto al 1998; durante la conferenza stampa di Martedì 12, la CNFA ha annunciato, per il primo semestre 2000, un incremento delle esportazioni del 50% rispetto al primo semestre 1999.

Il saldo tra export ed import Italia-Cina è fortemente passivo a nostro svantaggio: esporteremo a fine 2000 (stima) circa 14 miliardi di US$ rispetto ad un import (stima) di 30 miliardi di US $

L’edilizia tira: dal 1998 ad oggi sono stati costruiti circa 680 milioni di mq, di cui l’80% residenziali, il 20% per uffici ed altri spazi pubblici.

Le barriere all’ingresso sono alte:

    • l’industria cinese è in sviluppo, offrendo prodotti per la fascia media e media bassa assai competitivi, con prezzi decrescenti: dal 1995 al 1999 i prezzi sono scesi di circa il 50%!

 

    • la distribuzione è complessa e frammentata: soltanto se si ha la forza di investire in punti di vendita diretti (IKEA, in termini diversi Natuzzi) si può pensare di attaccare le fasce medie e medio-basse, parzialmente aiutati dalla riduzione degli oneri di importazione che si produrrà all’ingresso della Cina nel WTO: dal 48,74, al lordo dell’IVA del 17% al 28,7%, sempre al lordo dell’Iva;

 

    • vi sono tuttavia alcuni esempi di iniziative produttive di aziende italiane, o da sole o in Joint venture, il cui successo val la pena di considerare con attenzione; così come, per converso, è utile esaminare le ragioni per cui alcune non hanno avuto buon esito.

 

La disattenzione, o la sfiducia, di molti associati, sia di assArredo che di assoLuce deve stimolare Federlegno-Arredo a condurre un’azione paziente e ficcante: dalla Cina il nostro sistema non può rimanere lontano.

Tra le linee guida principali di tale azione cito:

    1. informazione esauriente, usando esperti e illustrando i bench-marks;

 

    1. promozione del made in Italy dell’arredo e del disegno industriale in generale, collegandosi con le iniziative di altri enti e promuovendo un solido coordinamento che garantisca la continuità degli effetti (non ho trovato alcun eco della missione Comune di Milano, Regione Lombardia, Politecnico, ADI della scorsa primavera): sull’argomento, ho avuto un’utile conversazione telefonica con Romeo Orlandi, ICE Pechino;

 

    1. supporti informativi, promozionali e logistici alle aziende interessate alla Cina, tentando di limitare l’azione dell’ICE a analisi e ricerche ed al finanziamento delle operazioni.

 

Progetto Abitare Italia

PROGETTO ABITARE ITALIA
LINEE GUIDA DI PROMOZIONE ALL’EXPORT 2002

Nel 1998, Federlegno-Arredo, d’accordo con ICE, chiese al Ministro del Commercio Estero Piero Fassino di dare supporto ad una promozione all’export del sistema arredamento. Il Ministro fu d’accordo, e nacque il tavolo cui, insieme con Federlegno-Arredo, che ne aveva il coordinamento, parteciparono le altre associazioni di prodotti destinati all’abitare.

Il progetto fu, ovviamente, denominato ABITARE ITALIA, e costituì probabilmente il primo esempio di un’azione in cui pubblico e privato lavorarono insieme per conseguire lo stesso obiettivo.

USA e Brasile furono i due mercati in cui, con modalità diverse, ABITARE ITALIA fu realizzato.

Vi fu anche, nel 2000, un tentativo di dar luogo, a New York, ad un evento comune tra ABITARE ITALIA e MODA ITALIA; ma si comprese che, pur essendo ambedue espressioni del Made in Italy, l’approccio al mercato e l’identità complessiva dei due settori erano, e sono, diversi.

Introduzione Catalogo Designing Designers 2009

Durante Euroluce 2007 Designing Designers affrontò il tema “La luce come materiale dell’architettura” (Light as an architectural matter).
Designing Designers, alla decima edizione, riprende, quest’anno, l’argomento luce, in accompagnamento a un’Euroluce ancor più squillante. E lo riprendiamo, articolandolo nei quattro temi:

  • i LED nell’illuminazione
  • l’illuminazione per il benessere
  • l’illuminazione sostenibile il risparmio energetico
  • installazioni per gli spazi pubblici.

Scorrendoli, ben si comprende, se ce ne fosse ancora bisogno, di come la luce, oltre a essere ingrediente fondamentale della qualità del vivere, sia fenomeno denso, che offre argomenti di riflessione da punti vista diversi, appartenenti a discipline diverse e che incrociano realtà di forte attualità quali il risparmio energetico, il prolungamento della vita media, l’attenzione agli ambienti di vita collettiva, l’incessante sviluppo delle tecnologie.
Questa edizione vede una modifica della formula del Convegno: nelle precedenti, il mattino era dedicato a relazioni di esperti portatori di competenze, esperienze, sensibilità complementari rispetto al tema, e il pomeriggio a testimonianze offerte da Scuole Universitarie di molti Paesi.
Quest’anno, ciascuna delle sessioni dedicate ai quattro temi prevede contributi di esperti e testimonianze del modo universitario, anche a sottolineare la necessità che università e industria debbano, su temi complessi come questi, confrontarsi e dialogare.
Che è, poi, la ragione per la quale è nato, e continua a vivere, Designing Designers.

Rodrigo Rodriquez

Designing Designers

Nel 2000 Rodrigo Rodriquez, a quel tempo presidente di Federlegno-Arredo e Vice Presidente di Cosmit, concordò con Alberto Seassaro, Preside della Facoltà di Design del Politecnico di Milano, di organizzare un convegno annuale sulla didattica del design, invitando docenti di molte scuole universitarie di design da tutto il mondo, sia per diffondere la conoscenza del Salone Internazionale del Mobile presso gli ambienti accademici, sia per sottolineare il ruolo di Milano come “capitale mondiale del design”.

Le prime quattro edizioni, dal 2000 al 2003, furono “a porte chiuse”, dedicate all’approfondimento ed al confronto tra metodi didattici e fra temi emergenti dell’insegnamento universitario.

Le edizioni successive furono aperte al pubblico: imprenditori, giornalisti, professionisti, docenti, studenti.

Tra gli argomenti trattati nelle edizioni a porte aperte, ricordiamo:

  • nel 2004, il tema proposto fu: “Designing hospitality” che spostava l’attenzione dall’astratto al concreto, dalle relazioni teorico-metodologiche ad esempi concreti del “fare progettuale”
  • nel 2005 fu affrontato un tema di largo respiro e di forte attualità: “Design Evolution by East & West”, per indagare il ruolo del design, in termini di analogie e differenze, e porre le basi per un percorso dialogico tra Oriente ed Occidente, dunque con un progressivo allargamento dell’orizzonte, ma sempre aderenti alla ragion d’essere di Designing Designers: un forum aperto, un tavolo di confronto, al servizio di chi progetta i progettisti.
  • nel 2006 l’argomento scelto fu “Unbranded Design (Design dei prodotti non griffati) for the new East and West consumers expectation”, inteso anche ad esplorare in che modo evolveranno, nelle diverse aree del mondo, il gusto e la propensione quali-quantititativa verso beni di consumo durevoli non caratterizzati da griffe.
  • durante Euroluce 2007 Designig Designers affronta il tema “Light as an architectural matter”, si collega all’attenzione crescente che Federlegno-Arredo e COSMIT hanno dato, da alcuni anni, all’arredamento destinato agli spazi collettivi, a quel mercato che il gergo definisce contract, sottolineando che la luce è, della buona architettura, co-protagonista, e non accessorio.
  • l’edizione del 2008 ha avuto come tema “Offices and workplaces for knowledge workers”, una riflessione sulle linee di sviluppo dell’ambiente e dell’organizzazione del lavoro, anche per rispondere alla domanda se sia l’organizzazione del lavoro che ha bisogno di innovazione nella pianificazione degli spazi o se, invece, tocchi al design di influire sul modo in cui si lavora e, di conseguenza, migliorarlo.
  • nel 2009, alla sua decima ed ultima edizione, viene ripreso l’argomento luce, che, oltre ad essere ingrediente fondamentale della qualità del vivere, è fenomeno denso, che si nutre di discipline diverse e che incrociano realtà di forte attualità quali il risparmio energetico, il prolungamento della vita media, l’attenzione agli ambienti di vita collettiva, l’incessante sviluppo delle tecnologie, con particolare attenzione al “mondo” dei LED.