2016 – GRONCHI ROSA

Sul Correre della Sera di Venerdì 18, sezione Milano, ho letto che il più giovane filatelico d’Italia, il tredicenne Marco Clerici, ambiva ad avere il Gronchi Rosa, il francobollo emesso per accompagnare il viaggio in Sudamerica del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, ma che conteneva un errore: il Perù era disegnato senza la parte amazzonica che quel Paese si era annesso, conquistandola all’Ecuador con una guerra sanguinosa dal Luglio 1941 al Luglio 1942.

Io l’avevo acquistato poco dopo l’emissione, avvenuta il 3 Aprile 1961, e lo conservavo nella mia cassaforte, dandogli ogni tanto uno sguardo di simpatia: che esso non ricambiava, perché capiva che, non essendo un filatelico non gli ero affezionato.

Ho dunque contattato la giornalista, Maria Egizia Fiaschetti, che aveva scritto l’articolo, e le ho detto che avrei avuto piacere di darlo a Marco: il che è avvenuto Martedì 22 tardo pomeriggio, in un incontro cui han partecipato anche il papà e la mamma di Marco, la giornalista ed un fotografo del Corriere.

Dopo la consegna della busta con il Gronchi Rosa da me a Marco, m’è venuto spontaneo osservare che la stampa, raramente invero, ha il merito, come in questo caso, di fare incontrare, e dare a ciascuno un brandello di felicità, due persone che non si conoscevano: me, che sono stato felice di dare, e Marco, che è stato felice di ricevere.

Dimenticavo: il Gronchi Rosa fu ritirato il 3 Aprile, Lunedi di Pasquetta del 1961, ed oggi che scrivo queste righe è il 28 Marzo, Lunedì di Pasquetta 2016.

Rodrigo

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Corriere della Sera 24 marzo 2016
Gara per donare il Gronchi Rosa
Marco: «Un sogno che si avvera»
La storia
di Maria Egizia Fiaschetti

La caccia del giovane filatelico ai pezzi rari ha scatenato i vecchi collezionisti

Accenna un sorriso con lo sguardo. Curvo sotto il peso dello zaino che gli fa da scudo. Non immaginava che la sua storia, raccontata al Corriere, potesse scatenare una gara tra nostalgici. Marco Clerici, 13 anni, il più giovane collezionista di francobolli secondo Poste Italiane, in pochi giorni si è visto arrivare decine di offerte di donazioni. Un hobby d’altri tempi, la filatelia, che ha risvegliato ricordi. Riacceso antiche passioni: ragazzi di allora inteneriti dall’adolescente di oggi, che frequenta il club di piazza Cordusio (i1 suo mentore, «il signor Pietro», ha 92 anni). Meticoloso, Marco, nell’allineare i pezzi in ordine cronologico. Informatissimo su nuove emissioni e bolli rari.
E’ stato Rodrigo Rodriquez — 77 anni, presidente di Materlal Connexion Italia, centro di ricerca e consulenza sui materiali innovativi ed ecosostenibili — il primo a farsi avanti. Dopo aver letto che il sogno di Marco era il Gronchi Rosa ha deciso di accontentarlo. Nel suo ufficio in viale Sarca, l’imprenditore ha incontrato il ragazzo per donargli un esemplare del bollo, il più ambito dai collezionisti, con tanto di perizia. «Appena uscì, era il `61, mia zia Pia mi chiese di correre a comprarlo — racconta Rodriguez — . All’epoca vivevo a Roma e lo acquistai in un negozio di via Boncompagni. I miei quattro figli non sono interessati: volevo disfarmene, ma non ho mai pensato di guadagnarci. Quando ho saputo, mi è sembrata la soluzione ideale. Mi sento tramite di un messaggio, di un legame affettivo. Sono certo che zia Pia starà sorridendo». Il ragazzo, incredulo, soppesa la busta, squadra il foglio da ogni lato. Scruta l’autentica con la lente di ingrandimento: non che non si fidi, ma vuole affondare gli occhi tra quelle lettere, accertarsi che sia tutto vero. La favola, però, non finisce qui. Rodriquez sfodera due album con altre rarità: «Se Marco li vuole…». Dentro ci sono bolli dello S.M.O.M. (Sovrano Militare Ordine di Malta) dal ’66 al ’92 e quello emesso per il restauro della Cappella Sistina. «E’ un regalo troppo importante, papà posso accettarlo?» Marco vuole mostrarsi educato, ma freme dall’emozione. Gli adulti si arrendono al suo entusiasmo: «Puoi, ma ricordati che ne sei responsabile». Il richiamo alla realtà non sembra scalfirlo: «Studierò i bolli uno per uno».
Nel frattempo, si moltiplicano i donatori ansiosi di passare il testimone al giovane filatelico: dall’avvocato milanese pronto a cedere tre album con pezzi del Regno d’Italia, della Repubblica e del Vaticano al pensionato piacentino di 87 anni. Non solo. Da Pescate, nel Lecchese, Antonio Rondalli, 82 anni, offre la sua raccolta di oltre 4 mila bolli: tra i più pregiati un esemplare che tra due anni compirà un secolo Sopraffatto da tanta generosità, Marco si immedesima nel ruolo di erede morale: «Continuerò a coltivare l’hobby anche da grande e ad arricchire la collezione —assicura—. Mi piacerebbe creare gruppi nelle scuole». Per una favola che si avvera ce n’è sempre un’altra da inseguire: qual è il prossimo acquisto dei sogni? “Un esemplare danese da due milioni di euro, il più raro del mondo”: il ragazzo si sente libero di osare, di correre con la fantasia. Un’ipotesi più realistica? «Il Penny black del 1840, il primo francobollo della storia emesso nel Regno Unito».